40ZERO54 Dispositivi di Danza Contemporanea

Data / Ora
Date(s) - 29/06/2017
21:00

Sale delle Torri dell’Acqua via Benni, 1 Budrio

I biglietti saranno in vendita il giorno dello spettacolo, ingresso 8 euro

SW

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HONDA  di e con Sigourney Weaver (Biagio Caravano/ Daniela Cattivelli)
produzione Xing/Live Arts Week

Honda è un atto performativo, fisico e sonoro, costruito attraverso la dislocazione di eventi acustici nell’ambiente. Corpo e suono si definiscono in una prospettiva plastica e spaziale mediante una successione di azioni concrete. Accatastare, impacchettare, depositare in un luogo una massa, un volume fisico e sonoro che agisca da centro di propagazione, una geometria acustica che presuppone, nel tentativo di stabilizzarsi, la possibilità di un crollo in molteplici direzione.

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SOGGETTO SENZA TITOLO di e con Olimpia Fortuni
Assistenza artistica: Cinzia Sità Paesaggio sonoro: Pieradolfo Maria Ciulli e Danilo Valsecchi
Produzione: Associazione Sosta Palmizi, con il sostegno di Teatro la Cavallerizza di Torino, si ringrazia Michela Lucenti e Balletto Civile

Soggetto senza titolo è un quadro al muro che prende vita. È un viaggio notturno. Il blu che si scioglie nello spazio. Abbandono e solitudine in città accecate. Io sono più di una cosa e in continuo cambiamento. Non afferro l’idea del tempo e solo così mi trovo.
Soggetto senza titolo è un percorso in cui, da una parte, si apre un campo per arricchire una ricerca individuale di movimento e di ricerca del sé e, dall’altra, è soprattutto un’immersione in un mondo intimo e solitario, con il fine di rivelare una sensazione, uno stato d’animo, un colore, il BLU, che in senso figurato, nell’idioma inglese, assume il significato di malinconia, accompagnato dalle influenze del panorama di un underground metropolitano del vissuto personale dell’artista. L’immagine che ne viene fuori è quella di un omino stilizzato, quasi un fantoccio, informe, liquido, senza una specifica identità, caratterizzato dai colori del rosso e del blu, colori primari che inducono a pensare ad un’origine, o embrione di un’identità. Espongo la mia materia corporale ad una metamorfosi continua che si evolve e si trasforma. Non mi do una forma, né un nome, che possa limitarmi. Come una macchia d’inchiostro, che si espande senza un contenitore, provo a cercare una verità. Vado giù dove è più buio per toccare la mia pelle dal di dentro e lì trovare l’essenza, la radice del mio essere…vivente. (Olimpia Fortuni)

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ANIMULA di e con Daria Menichetti
Disegno luci: Luca Poncetta Esecuzione sonora e consulenza artistica: Francesco Manenti Foley: Michele Zanni
Produzione: Associazione Sosta Palmizi, con il sostegno di: Aldes (Lucca), Cajka Teatro d’avanguardia popolare (Modena), Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca MACAO (Milano)

Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar è stato il testo ispiratore di questo lavoro. L’autrice s’immedesima nell’Imperatore Adriano (che a 60 anni è malato e ormai vicino alla morte) ed immagina le parole che lui stesso avrebbe potuto scrivere in una lettera, rivolta al suo successore Marco
Aurelio. In Animula il tentativo è quello di uscire il più possibile da un meccanismo di ricerca del senso narrativo del testo. La scelta è dunque quella di togliere presenza fisica alle parole, ed aprire lo spazio al corpo. M’interessa indagare come le parole del testo riverberano nella memoria della mia carne, come hanno viaggiato all’interno del mio corpo e si estrovertono attraverso di esso, come un’eco lontana. La poesia scritta dall’imperatore Adriano (Animula Vagula Blandula..), tema del primo capitolo del testo della Yourcenar, rimane una mia traccia interna, il motore che mi muove, in un paesaggio che più che al realismo quotidiano, appartiene ad un luogo dell’anima.
Il riverbero e l’eco della memoria di qualcosa che è già stato vissuto fanno parte della nota fondamentale di questo assolo, la presa di coscienza da parte di Adriano, che quel corpo che gli ha dato la possibilità di vivere è lo stesso che lo divorerà subdolamente attraverso la malattia.
Animula è quindi un dialogo manifesto tra l’anima e il corpo. Quel corpo al confine tra l’immagine della bellezza composta della vita, e l’esposizione sfacciata dei visceri e delle budella che si ritrova nelle cere anatomiche di Clemente Susini.

La rassegna è realizzata dal Comune di Budrio con il sostegno di ATER associazione teatrale Emilia Romagna in collaborazione con H(abita)T- Rete di spazi per la Danza , Associazione Culturale Danza Urbana e Network Anticorpi XL.